lunedì 8 marzo 2021

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA: 10 film diretti da 10 registe per riflettere sulla condizione femminile e le discriminazioni di genere!


Oggi è l'8 Marzo e si celebra la Giornata Interazionale della Donna, ricorrenza istituita nel 1977 dalla risoluzione 32/14 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per questa giornata particolare legata alle lotte e conquiste egualitarie, abbiamo deciso di proporvi una selezione di 10 film, tutti diretti da donne, che hanno indagato sulla condizione femminile e le discriminazioni di genere. Uno sguardo ampio, intersezionale, che ha contribuito a costruire un'importante tassello della storia del cinema. La lista dei film è in ordine cronologico. Buona lettura e visioni!

1. Jeanne Dielman, 23, quai du Commerce, 1080 Bruxelles (1975)

Film della regista belga Chantal Akerman, è considerato uno dei massimi capolavori della storia del cinema, nonché del cinema femminista (sebbene la regista non abbia mai rivendicato l'appartenenza ad un'istanza ideologica specifica). Jeanne Dielman parte da un'idea molto semplice, esamina la vita quotidiana di una madre single per tre giorni. Il film, girato interamente all'interno di una casa, dura ben 3 ore ed è caratterizzato da inquadrature fisse e lunghi piano sequenza, nei quali vediamo la protagonista svolgere le più banali e comuni azioni quotidiane come cucinare, pulire, lavarsi, vestirsi e prendersi cura di un bambino che le porta una sua amica. Jeanne per sostenere se stessa e suo figlio, si prostituisce occasionalmente programmando le visite dei suoi clienti nella sua camera da letto. La sua giornata è così meticolosamente programmata, che anche quando ha delle ore libere a disposizione tenta di occuparle con attività sempre legate al sostentamento della casa. Durante il secondo e il terzo giorno, assisteremo a delle piccole "alterazioni" all'interno della sua quotidianità, come l'aver lasciato delle patate cucinare troppo e l'aver fatto cadere di proposito un cucchiaio appena lavato. Queste alterazioni apparentemente futili, acquisteranno un significato sempre più profondo, arrivando a rompere del tutto l'automatismo quotidiano della donna e conducendoci inevitabilmente allo sconvolgente finale, che non riveleremo. La critica cinematografica B. Ruby Rich ha dichiarato che mai prima di questo film "la materialità del tempo della donna a casa è stata resa così visceralmente... inventa un nuovo linguaggio in grado di trasmettere verità precedentemente non dette". Parole perfette per descrivere un film incredibile e che a distanza di circa 50 anni, mantiene ancora la sua stessa potenza e attualità.

(Edizione della Criterion Collection, i sottotitoli in italiano possono essere recuperati qui)


2. Boys don't cry (1999)

Scritto e diretto dalla regista statunitense Kimberly Peirce, è basato su un fatto di cronaca avvenuto negli Stati Uniti negli anni novanta. É la storia di Brandon Teena, un ragazzo transgender, che fu brutalmente assassinato a causa della sua identità di genere. Il film si avvale dell'interpretazione straordinaria di Hilary Swank nei panni di Brandon, che le valse sia il premio Oscar che il Golden Globe come migliore attrice nel 2000. Nei panni dell'amante di Brandon c'è una bravissima Chloë Sevigny, che si unirà alla lotta contro il machismo e al viaggio verso la libertà. Un film intenso e crudo, una manifesto contro le discriminazioni di genere, ormai diventato cult. Imperdibile.

(In originale con sottotitoli in italiano)

(Edizioni in inglese, i sottotitoli in italiano possono essere recuperati qui)


3. A mia sorella! (2001)

Film scritto e diretto da Catherine Breillat. Attraverso lo sguardo di due giovani sorelle che si avvicinano alla maturità sessuale, assistiamo a una delle rappresentazioni più spietate e incisive sulla condizione femminile e la sessualità. Quella di Breillat è una modernità dove il peso della "verginità" che provano le due protagoniste rivela tutta l'ipocrisia delle società liberal-borghesi, gettandone giù la sue maschere la regista ci rivela la una struttura prepotentemente patriarcale. A mia sorella colpisce per la sua spregiudicatezza, intelligenza e complessità psicologica nell'aver rappresentato l'adolescenza. É sorretto dalla potente e glaciale interpretazione di Anaïs Reboux, che culmina nel crudele finale. Un film duro e secco, con un finale aperto, che lascia allo spettatore il difficile compito di svilupparlo nel suo mondo interiore.

(Edizione inglese, i sottotitoli in italiano possono essere recuperati qui)


4. Persepolis (2007)

Film d'animazione diretto da Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud. Satrapi è anche l'autrice del fumetto autobiografico da cui è ispirato il film. La storia è un racconto di formazione che vede protagonista la stessa Marjane, la vedremo crescere da quando ha 9 anni fino all'età all'età adulta di 22 anni. Attraverso i suoi occhi saremo testimoni degli sconvolgenti cambiamenti sociali e politici che avvennero in Iran negli anni '70 con la rivoluzione iraniana, trasformando la monarchia in una Repubblica islamica sciita di ispirazione coranica. Il fondamentalismo islamico privò di molte libertà la popolazione, in modo particolare quella delle donne che furono obbligate a coprirsi con il velo. Quando nel film assisteremo alla scoppio della guerra tra Iran e Iraq, i genitori di Marjane decideranno di mandarla all'estero a studiare in un liceo francese di Vienna, qui l'integrazione per lei non sarà affatto facile. Il film riesce a toccare come pochi film d'animazione siano riusciti a fare negli ultimi vent'anni, le accurate animazioni minimaliste e le musiche di Olivier Bernet ci travolgono in un'atmosfera poetica e commovente. I dialoghi di Marjane con la nonna, sono indimenticabili. Il film vinse il Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 2007.



5. Pure (2009)

Conosciuto anche con il titolo Till det som är vackert, è un film scritto e diretto dalla regista svedese Lisa Langseth. É anche il primo lungometraggio in cui ha recitato Alicia Vikander e che l'ha consacrata al successo internazionale. Il film segue le vicende di Katarina, una ragazza ventenne di Göteborg che vive con la madre alcolizzata e lavora presso una mensa scolastica. Nutre una grande passione per la musica di Mozart, lo ascolta continuamente su YouTube o nei concerti dal vivo. Guidata da questa passione deciderà di fare domanda come receptionist presso una sala da concerti, falsificando il suo CV. Durante il colloquio di lavoro conoscerà Adam, il direttore d'orchestra, che deciderà di assumerla e con il quale finirà per avere una relazione sentimentale. Katerina riuscirà a condurre finalmente una vita agiata, che le permetterà di diventare indipendente dalla madre, ma la clandestina relazione tra lei e Adam ben presto si rivelerà un'amara illusione. Lui non sarà interessato a lasciare sua moglie per lei e deciderà persino di licenziarla. La loro relazione degenererà e si trasformerà in una vera e propria lotta di classe. Adam si rivelerà una delle rappresentazioni più temibili del patriarcato e Katerina sarà disposta a tutto per mettere in regola i conti e riottenere il suo posto di lavoro. Pure è un grande film, che riflette spietatamente sulla condizione femminile come pochi film siano riusciti a fare negli ultimi tempi. L'ultima mezz'ora accompagnata dal Requiem di Mozart è da pelle d'oca. Il film purtroppo non è mai stato distribuito in Italia, ma fortunatamente può essere recuperato in lingua originale.

(Edizione svedese, i sottotitoli in italiano possono essere recuperati qui)


6. Suffragette (2015)

Film diretto dalla regista inglese Sarah Gavron, è essenziale per avere un preciso quadro storico sulla nascita del movimento delle suffragette del Regno Unito, il cui sviluppo portò nel 1918 al diritto di voto alle donne al di sopra dei 30 anni e successivamente, nel 1928, al suffragio femminile in cui tutte le donne al di sopra dei 21 anni ottennero il diritto di votare come i coetanei maschi. Il film segue in maniera corale le storie di diverse donne legate alla classe operaia e alla borghesia; tutti i loro conflitti coniugali e vicissitudini per arrivare alla grande conquista civile. Un film importante diretto con efficacia tenacia e sorretto da un cast stellare. Tra il cast spiccano Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, Romola Garai Meryl Streep!


7. Mustang (2015)

É l'opera prima della regista turca Deniz Gamze Ergüven, ispirata ad avvenimenti realmente accaduti nelle sua vita. In film si svolge in un'estate e segue le vicende di cinque sorelle che vivono in un villaggio turco, le loro vite sono fortemente condizionate dalle tradizioni conservatrici della loro famiglia: non possono vestirsi come vogliono, non possono aver alcun contatto fisico con i ragazzi (anche quando giocano) e tutte sono destinate a un matrimonio coatto. Le sorelle tenteranno in vano di ribellarsi, finché le più giovani organizzeranno una fuga. Ergüven filma con estrema naturalezza le sue protagoniste, personificando lo stesso sguardo innocente della loro giovinezza, la fotografia dai colori luminosi e chiari ci guida verso questo viaggio alla ricerca della libertà, per lasciarsi alle spalle il patriarcato. Il film nel 2015 si è aggiudicato il premio come migliore rivelazione all'European Film Awards e nel 2016 ha ricevuto una candidatura agli Oscar e ai Golden Globe come miglior film straniero.



8. The Nightingale (2018)

Si tratta del secondo lungometraggio di Jennifer Kent, l'acclamata regista di Babadook. Il film segue le vicende di Clare, una giovane irlandese, che con il suo bambino e suo marito sono costretti a prestare i loro servigi all'esercito inglese in Australia, terra che gli inglesi hanno colonizzato. Le richieste dei soldati diverranno sempre più difficili, quando Clare rifiuterà le avance del comandante inglese per rimanere fedele a suo marito, sarà vittima di una terrificante violenza contro la sua famiglia. Accecata dal desiderio di vendetta, Clare si ribellerà. Durante il suo viaggio sarà anche testimone dei crimini che l'esercito inglese perpetrerà contro la popolazione aborigena. Deciderà così di allearsi con l'aborigeno Billy, unendosi alla lotta identitaria contro il suprematismo bianco. La Kent gira un film di rara potenza, mostrando il vero prezzo della violenza. Senza mai essere gratuito, il suo film si instilla nello spettatore come un'esperienza traumatica. Sfortunatamente in Italia non ha avuto alcuna distribuzione, ma può essere recuperato in lingua originale.

(Edizoini in inglese, i sottotitoli in italiano possono essere recuperati qui)


9. Ritratto della giovane in fiamme (2019)

Quarto lungometraggio diretto da Céline Sciamma, è probabilmente il suo film migliore. Mette in scena una potente storia d'amore tra due giovani donne, Heloise e Marienne, ambientata nella Francia del 1770. Un'epoca in cui non poteva essere neanche concepita e immaginata una relazione lesbo. Il film restituisce allo spettatore l'immaginario - "un'immagine mancante" come specifica la regista - di una femminilità molto diversa da quella che ci è stata ereditata dalla cultura patriarcale. Sebbene, all'epoca, il dominio maschile aveva il potere di predestinare il ruolo della donna e controllare i loro corpi in tutte le sue forme, l'occhio delicato della Sciamma ci mostra silenziosamente cosa poteva accadere in realtà dietro le apparenze di quel mondo. É un ritratto femminile doloroso, straordinariamente attuale, che ci testimonia come l'amore sia l'unica vera essenza della libertà umana e come questo possa resistere, seppur tragicamente, agli obblighi della società patriarcale. Memorabile l'interpretazione di Adèle Haenel, soprattutto negli ultimi folgoranti minuti del film. 



10. Miss Marx (2020)

Film biografico diretto da Susanna Nicchiarelli, racconta una figura storica ancora poco conosciuta, quella di Eleanor Marx (interpretata da Romola Garai), la figlia minore di Karl Marx. Nota per le sue posizioni socialiste e il suo impegno politico per affermare i diritti delle donne, della classe operaia e dei minori contro lo sfruttamento capitalista, può essere considerata una precorritrice dell'intersezionalità. Il film è anche il ritratto tragico di una donna vittima di una relazione tossica con un uomo egoista, un grande ostacolo personale che segnerà l'infelicità di Eleanor, e che all'interno del film acquista anche una valenza universale se si pensa al nodo egoistico che catalizza la società capitalista. Un ritratto intelligente e raffinato, con una Romola Garai perfetta.


0 Commenti:

Posta un commento

Post più popolari